Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale è una procedura che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli sensibilmente più bianchi. Si attua in caso di richieste di tipo “cosmetico” da parte del paziente oppure per risolvere vere e proprie discromie dovute a patologie sistemiche o a terapie con alcuni tipi di antibiotici (tetracicline. Soprattutto in passato) oppure ancora a terapie odontoiatriche di tipo endodontico (che possono rendere grigiastro il dente per la mancanza di tessuto vitale al suo interno). I prodotti utilizzati per lo sbiancamento contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide, impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si vuole utilizzare e delle esigenze del paziente. Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui il prodotto viene posto in contatto con i denti. L’azione dell’ossigeno permette di disgregare le molecole dei pigmenti presenti sui denti. Questa azione avviene solo sui denti naturali, non su manufatti protesici o su otturazioni e soprattutto non è definitiva; per ottenere lo stesso tipo di vantaggio a lungo, il trattamento dovrà essere ripetuto nel tempo. Lo sbiancamento dentale può essere effettuato in 2 modi: presso lo studio dentistico o in modo domiciliare.

Nel primo caso viene utilizzato il prodotto ad alta concentrazione (circa il 40%) che viene applicato per un tempo di circa un’ora direttamente in studio da parte dell’igienista dentale. La tecnica deve essere ripetuta più volte e può essere associate all’uso di lampade che velocizzano l’azione del prodotto.

Nel secondo caso il trattamento è svolto a livello domiciliare direttamente dal paziente previa preparazione da parte dell’odontoiatra di mascherine personalizzate con la presenza sulla superficie esterna di “bolle” all’interno delle quali poter posizionare il prodotto a concentrazione più bassa (10-16%). Il paziente deve tenere in bocca le mascherine circa 8 ore (si consiglia il posizionamento notturno) tutti i giorni per almeno 15 giorni in base al tipo di discromie presenti.

Lo sbiancamento dentale è una pratica sicura per i pazienti, non altera o rovina lo smalto dei denti e permette una predicibilità elevata. Tutto questo però è possibile seguendo le indicazione del proprio odontoiatra ed utilizzando prodotti certificati.

Possibili effetti collaterali sono:
ipersensibilità dentinale e lievi ustioni chimiche della gengiva. La sensibilità aumentata, più o meno lieve, è assolutamente reversibile nel giro di pochi gironi e può essere attenuata con l’applicazione topica di fluoro o nitrato di potassio (desensibilizzanti) ed evitando per qualche tempo cibi o bevande troppo calde o fredde e cibi acidi. Altro effetto (sempre momentaneo) che può presentarsi è quello di percepire lievi scossette caratterizzate da lievi sensazioni quasi di ustioni sugli elementi sbiancati.